Guida slow di Carrara

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Il picchiettio dello scalpello è il primo suono al quale ci si abitua, se si vive qui. A questo si aggiungono i versi di gabbiano e lo scrosciare delle fontane, che si mescolano al fiume che attraversa l’intera città, parte essenziale della sua storia.

Basta passeggiare per le vie del centro e fermarsi ad ascoltare. Ogni rumore ci parla di una storia, di una tradizione, di una parte di vissuto che si intreccia alle sembianze della città.

Carrara è profondamente legata alle sue origini e tradizioni, rivestita di una bellezza inconsapevole che sorprende e meraviglia.

Un posto che si nasconde al turista per istinto di protezione e gelosia, ma che costituisce in sé un diamante grezzo da riscoprire.

 

Carrara: cosa vedere

Famosa in tutto il mondo per le sue cave di marmo, Carrara ha molto più da offrire ai turisti che, lentamente, possono dedicarsi alla sua visita. Le cave sono suggestive e sono molte le esperienze interessanti che si possono fare nelle loro vicinanze, ma non sono che la punta dell’iceberg.

Da secoli la città attrae artisti da ogni parte del mondo, divenendo crocevia di più culture, tradizioni, valori, in una mescolanza di tratti che tuttora permane e contribuisce a rendere unica la storia locale.

I capolavori del Duomo

Già entrando all’interno del Duomo di Carrara si coglie l’apertura alle influenze più disparate, mentre si scoprono capolavori inaspettati, come le sculture dette delle Cassanelle. Il gruppo scultoreo rappresenta una delicata Annunciazione, che Enrico Castelnuovo non manca di citare nel suo volume sull’arte medievale Arte delle città, arte delle corti (Einaudi, 2009).

Il gruppo risale al XIV secolo ed è tra i più interessanti esempi di apertura all’influsso artistico francese nella zona. Ma i tesori del Duomo di Carrara, dedicato a Sant’Andrea, non finiscono qui. Gli interni dell’edificio si presentano come una vera bibbia in pietra, un bestiario animato da personaggi fantastici, oltre che riferimenti ai tes­­ti sacri e alla m­­itologia. I capitelli delle colonne delle navate principali ospitano figure mitiche, mentre numerosi cicli di affreschi e monumentali sculture arricchiscono gli altari laterali.

Gli atelier e i laboratori di artisti e artigiani

Lungo le vie principali della città è facile incontrare artigiani, artisti, scultori e tipografi, imbattendosi nelle loro botteghe e riscoprendo l’arte del lavoro lento. Ogni commissione, anche la più piccola, nasce da anni di pratica, ricerca e studio, anni in cui gli artigiani si esercitano ad apprendere mansioni legate ad antiche tradizioni e le fanno proprie.

Capire la cura nascosta dietro a una tazza in ceramica, a un mortaio in marmo, a una scultura, permette di godere appieno della bellezza di ciascun oggetto. Ogni cosa ha tutto un altro sapore, lontano dalla serialità industriale, ogni oggetto è unico ed è fatto con la massima attenzione ai dettagli.

Via Carriona è la strada più ricca: percorrerla, soprattutto d’estate, permette di entrare subito nella dimensione dell’ispirazione. Tanti artisti hanno sistemato qui i loro atelier, chi a partire da ex stalle risistemate e rese studi d’arte, chi ha scelto fondi affacciati sul fiume Carrione, e visitarli regala sensazioni vivide e impareggiabili.

I capolavori nascosti

La collezione Lazzerini è una delle raccolte di gessi storici di maggiore importanza del luogo. La collezione, dal 1955 di proprietà della scuola del marmo della città, costituisce un nucleo significativo per comprendere l’opera scultorea di artisti del marmo attivi dal 1670 al 1942. Si può visitare al Museo Carmi, allestito all’interno della celebre Villa Fabbricotti.

Gli interni sontuosi dell’Accademia, che ha sede nell’antico Palazzo Malaspina, custodiscono i ricordi di secoli e secoli. Lezioni, laboratori, la Scuola libera del nudo che accoglie ogni anno studenti da ogni dove, dalla fine del Settecento: tutto qui assume prospettive intrise d’arte. Anche qui la sezione dedicata alla gipsoteca è considerevole e custodisce copie di sculture antiche, gruppi e persino un’attribuzione a Michelangelo (l’edicola di Fantiscritti) .

Carrara è punteggiata da palazzi storici, alcuni dei quali sono espressione di uno stile Liberty che, nei primi del Novecento, si è saputo coniugare alla cultura architettonica della zona. Passeggiare per le strade del centro significa anche andare alla scoperta di questi gioielli.

 

I musei e le gallerie d’arte

Per una località così piccola sono molti i musei che raccolgono testimonianze, storie e opere legate al territorio. Le vicende della città si intrecciano alle vite dei personaggi storici, artisti e committenti, che qui hanno condiviso momenti significativi.

Non è un segreto che lo stesso Michelangelo sia stato in visita alle cave per scegliere personalmente i materiali dai quali ricavare i suoi capolavori, il suo ricordo è continuamente rievocato anche dal cinema. Oggi il museo CARMI, nella sontuosa Villa Fabbricotti, ricorda il suo passaggio a Carrara, ma ad essere davvero notevole, più della collezione, è proprio la sede scelta.

I Fabbricotti, ricca famiglia locale, emergono con forza dal panorama carrarese tra Settecento e Novecento, per diventare una delle dinastie più rilevanti della zona, veri signori del marmo. Quella all’interno del parco della Padula è una delle ville cittadine della famiglia, che merita sicuramente una visita.

Fra i musei più interessanti di Carrara sicuramente troviamo il Mudac, per l’arte contemporanea, con opere di Kounellis e la celebre barca in marmo di Fabio Viale, e Palazzo Malaspina, che è sede dell’Accademia di Belle arti ma in alcuni periodi dell’anno è visitabile gratuitamente, come durante il festival di Con-vivere.

Il Museo del Marmo, sul viale XX Settembre, è poco distante dal centro della città. Al suo interno non è raro che organizzino concerti di musica classica e altri eventi culturali, soprattutto d’estate. Seppure leggermente fuori mano la sua visita permette di cogliere un altro lato di Carrara: dal quartiere di Fossola si può decidere di proseguire fino alle rovine del castello di Moneta, in mezzo alla natura.

Una perla nascosta, nella parte più centrale della città, è costituita da Votre, una galleria d’arte contemporanea che ha sede a Palazzo Del Medico, in Piazza Alberica. La galleria, che ha anche uno spazio espositivo più raccolto, sempre nella cornice della piazza, organizza spesso mostre di ampio respiro, grazie al titolare e curatore Nicola Ricci.

Le Alpi Apuane

I percorsi più suggestivi, oltre ai palazzi storici del centro, alle chiese e alle opere d’arte, riguardano la natura immensa che costituisce gran parte del territorio carrarese. Sono numerosi i sentieri, i rifugi, i cammini che qui si incontrano o che fanno tappa fra Carrara e i suoi quartieri. Come la Via Francigena, che fa tappa nella frazione di Avenza (dove sorge tuttora la torre medievale di Castruccio Castracani) e il Cammino di Aronte, che prende il nome dal personaggio del mito. Infine, come il sentiero che conduce al David che guarda la luna di Kobra, street artist che ha realizzato il murales nella cava di marmo Gualtiero Corsi.

 

Cosa mangiare (e dove) a Carrara

Lardo, torta di riso, farinata (che qui diventa “calda calda”), baccalà marinato, polenta con gli erbi, friscioli, muscoli ripieni, frittelle di zucca… Sono tante le specialità culinarie carraresi (o carrarine) da provare durante il soggiorno in zona.

I piatti della tradizione sono caserecci, rustici e sostanziosi, ricchi di sapore, grazie ad abbinamenti semplici e dettati dalla stagionalità. I migliori ravioli si mangiano alla Locanda Patrizia, luogo rustico all’interno di una bottega storica, oggi ristorante, nella suggestiva Piazza delle Erbe, mentre da Re Bacco propongono squisite rivisitazioni di ricette locali, declinate in maniera contemporanea.

Per provare il lardo migliore è d’obbligo una tappa a Colonnata, il paese per eccellenza di questo prodotto tipico. Lo stesso lardo di Colonnata si può assaggiare, nelle vicinanze del paese di Bedizzano, poco fuori città, da Ometto, trattoria casereccia che si staglia in un panorama mozzafiato.

Verso Marina di Carrara si trovano i ristoranti perfetti per degustazioni innovative e vere e proprie esperienze sensoriali. Fra questi il Narciso, della chef Valeria Dell’Amico, inserito nella guida Michelin 2023 e, l’Extra, una chicca fra i depositi di importanti aziende di marmi.

L’atmosfera rilassata che si respira da La grande bellezza vi farà compagnia per tutto il tempo di un pranzo o una cena. Con uno chef romano trapiantato a Carrara da diversi anni sarà facile scoprire il piacere di sperimentare nuovi piatti e combinazioni.

Dove dormire se si è in visita a Carrara

Con una vista sulle imponenti montagne l’Hotel Michelangelo è sicuramente un’ottima sistemazione. La sua terrazza, dove sono servite colazioni e aperitivi, ma anche le cene, è l’ideale per continuare ad ammirare il panorama della città, fra palazzi Liberty e scorci sulla natura.

Per gli amanti del design il bed & breakfast Carrara bella è la soluzione perfetta: in un vicoletto fra Piazza Alberica e la più raccolta Piazza delle Erbe, a due passi dal Duomo, sarà facilissimo confondersi e immedesimarsi nella vita di tutti i giorni di questo angolo silenzioso di Carrara.

Dormire tra cieli affrescati diviene possibile all’interno del Convento la Perla, fra Carrara e Massa. Nella natura incontaminata questo ex cascinale è stato dipinto ad affresco da due artisti locali, i fratelli Ghirlanda, allievi nella bottega del padre nella seconda metà del Cinquecento.

Ciò che resta è il risultato di un recente restauro, per valorizzare i lacerti degli affreschi manieristi, ricordo sbiadito di un’epoca e uno dei più preziosi tesori nascosti del territorio.

Libri per viaggiare con la mente a Carrara. Natura, marmo, arte

Le Rime e Lettere di Michelangelo (UTET, 2015) sono un dolce sottofondo per le visite alla città di Carrara, in grado di trasportare nell’impalpabile illusione di antica bellezza.

La Guida di Paoletti al Duomo carrarese è una delle più illuminanti, con un apparato di fotografie di ogni più piccolo particolare, per poter afferrare ogni tipo di dettaglio storico-artistico e avere un quadro generale più ampio possibile.

Nella sua raccolta di Appunti di cucina marinella e carrarina Chiara Gatti de Marinis ha selezionato alcune delle ricette più gustose, tipicamente locali. Il viaggio inizia dalla sua preparazion, nutrito dall’immaginazione e dalla curiosità per la sperimentazione.

 

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