Carrara Segreta

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Carrara segreta: la città in 6 fontane

L’arrivo di scultori e artisti da ogni parte del mondo preannuncia una nuova estate carrarese. Provenienti da ogni dove, gli artisti riescono a innestare, in un posto così promettente eppure talvolta così apatico, nuove idee e ispirazioni, che si trasformano presto in opere d’arte diffuse per tutta la città e si traducono in iniziative, eventi, inaugurazioni che danno nuovo respiro alla vita cittadina.

La spinta data da questo entusiasmo rinnova la vita quotidiana di una città che vive di tradizione e arte, di cultura e antichi mestieri, i cui segreti e tecniche sono stati custoditi e tramandati con una certa gelosia da chi li ha saputi padroneggiare nel corso degli anni. Alternando fasi di decadenza a momenti di intensa creatività, Carrara trascorre i suoi giorni in un moto schizofrenico, perennemente divisa fra le due nature alle quali tende: quella silenziosa, che si nasconde e protegge, e quella geniale e artistica, che la vede inventare, creare.

La smania di mostrarsi, nella sua creatività, si fa sentire ogni anno, quando diventa palcoscenico di festival e iniziative culturali, come Carrara Studi Aperti, White Carrara e Con-vivere, fra giugno e settembre. Ma tutti gli altri mesi e giorni dell’anno, la città sembra prendersi una pausa per ricaricarsi da tanta socialità e allora emerge la bellezza delicata di un paese di artigiani, che scandisce le proprie giornate assecondando i ritmi lenti del loro lavoro.

I pomeriggi si fanno silenziosi, i turisti a poco a poco scompaiono e gli angoli tanto affollati tornano godibili per il piccolo pubblico quotidiano. Incontri casuali con la bellezza, non costruiti ad hoc ma del tutto spontanei: è questo il fascino più potente che la città è in grado di suscitare.

Le fontane di Carrara

Indipendentemente dal periodo che si sceglie per venire a visitare Carrara, l’acqua è uno degli elementi più rilevanti nell’identità della città che, dalle cave, si sviluppa fino al mare ed è attraversata da diversi fiumi. Sono varie le leggende locali legate ai suoi fiumi, così come i racconti che sono nati attorno a figure mitiche e personaggi fantastici che popolano le storie popolari e il folklore.

L’itinerario per le fontane di Carrara conduce a tutto questo: momenti, spaccati di periodi storici lontani nel tempo, storie e leggende antiche che sono state tramandate fino ad oggi.

La fontana della Sirena

“Aronta è quei ch’al ventre lì s’atterga/ che nei monti di Luni, dove ronca/ lo Carrarese che di sotto alberga,/ ebbe tra’ bianchi marmi la spelonca/ per sua dimora onde a guardar le stelle/ e’l mar non li era la veduta tronca”

Dante Alighieri, Inferno, Canto XX

Fra i personaggi mitici più interessanti e legati a Carrara troviamo Aronte. Il gigante dei “monti di Luni”, che a Carrara si stabilisce e vive la sua tormentata storia con la Sirena. L’itinerario inizia dal mito, dalle origini più arcaiche della città, di cui anche Dante parla nella sua Commedia.

La bella Sirena, pietrificatasi per volere di Giove, in seguito all’abbandono del marito Aronte, è la prima delle fontane che incontriamo. Nonostante il passare del tempo, possiamo ancora apprezzare la sinuosità del corpo della Sirena, i suoi lunghi capelli ondulati e alcuni dettagli del suo volto, che da secoli è rivolto alla Chiesa delle Lacrime.

I Mascheroni di Via del Plebiscito

L’itinerario prosegue in Piazza del Plebiscito dove, oltre all’imponente Palazzo Lazzoni, si può ammirare la Chiesa del Purgatorio, con il suo portale marmoreo scolpito da Carlo Finelli e raffigurante, appunto, le anime purganti. Qui ci fermiamo a rinfrescarci alle due fontane dei Mascheroni, che da secoli caratterizzano l’ampia piazza. Questo posto è conosciuto anche come la “fonte antica” e durante la guerra veniva utilizzato dalle donne carraresi come vasca per il bucato, vista la difficoltà a recarsi negli appositi luoghi durante quel periodo drammatico.

Le grandi maschere, che risalgono all’incirca al XVII secolo, raffigurano uomini con tratti animali, resi ancora più grotteschi dalle espressioni che si leggono sui loro volti.

La fontana del Baluardo

Dalla via Carriona in un attimo si arriva all’incrocio con via Baluardo: una strada ricca di atelier e laboratori di artigiani e scultori, che sapientemente lavorano la materia per creare forme nuove.

La scultura di un cavaliere all’angolo della strada da percorrere ci indica di svoltare alla sua sinistra e, salendo le scale che ci troviamo di fronte, si arriva a una modesta fontana.

Quest’ultima racconta l’essenza di un piccolo quartiere, di una porzione di città che più di tutte rimane genuinamente attaccata ai ritmi di una volta. D’estate, fino a poco tempo fa, era il luogo di ritrovo per eccellenza, per godere di un cinema all’aperto che sapeva coinvolgere grandi e piccoli. Le poesie scritte sui muri delle case, le lenzuola che svolazzano al caldo di una nuova estate, i vasi di fiori ben curati alle finestre e un non so che nell’aria fanno tornare il buonumore in qualsiasi giornata.

La Moretta

Molte fra le sculture e fontane carraresi sono piuttosto antiche, ma alcuni scorci sono il frutto delle esperienze Liberty tra fine Ottocento e inizio Novecento o poco dopo.

In Corso Rosselli si trovano alcuni palazzi di questo stile, edifici che trasmettono un senso di eleganza fuori dal tempo, e l’incrocio con la fontana della Moretta è attraversato da un’estetica simile. La Moretta è una giovane donna, dai tratti africani, in completa nudità, rappresentata in marmo nero. Anche se la fontana testimonia il periodo fascista, ed esalta le campagne italiane di colonizzazione in Africa, l’opera in sé offre un altro sguardo sulla storia del posto.

Il Gigante

La storia del cosiddetto “Gigante” risale a molto tempo prima della Moretta, precedendola all’incirca di quattro secoli.  “Gigante” è il nome dato alla grande fontana del Nettuno che si trova di fronte al Duomo, in marmo bianco, che si trova in uno stato di perenne incompiutezza.

L’opera, non finita, che posa sulla grande vasca marmorea, si deve a Baccio Bandinelli, ma a causa di incomprensioni con il proprio committente la scultura restò in una fase abbozzata e dopo anni divenne parte della fontana che vediamo oggi.

Beatrice d’Este in Piazza Alberica

Nella piazza principale della città, che prende il nome dall’illuminato signore di Massa e Carrara durante il Rinascimento, ovvero Alberico I Cybo-Malaspina, si trova l’ultima fontana del nostro itinerario.

Al centro di piazza Alberica sorge la fontana su cui posa la scultura di Maria Beatrice d’Este, ultima sovrana del ducato di Massa e Carrara, con cui si estinsero i Malaspina e i D’Este. La monumentale opera è un omaggio alla principessa, vista la grande cura con cui amministrò gli affari di questa regione e l’amore per il territorio carrarese che seppe dimostrare con azioni concrete.

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