La Perla delle Apuane

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Dormire in un ex convento a Carrara: la Perla delle Apuane

In località Bonascola la Casa Vacanza La Perla è lo scrigno che custodisce un ciclo di affreschi del Cinquecento, con un ricco giardino, una piscina, una biblioteca privata e una vista mozzafiato sul golfo di Luni. Incastonato fra le rigogliose colline che collegano Massa e Carrara.

Quante volte capita di potersi svegliare in un luogo incontaminato, protetto dalle imponenti montagne e affacciato direttamente sul mare?
Un posto dove tutto diventa puro e assoluto: il silenzio, la contemplazione, la meraviglia.
Un vecchio edificio di culto che fino a qualche secolo fa accoglieva i pellegrini e i viandanti, i viaggiatori che si trovavano di passaggio fra Massa e Carrara, oggi vive di nuovo quel momento aureo che aveva potuto godere solo nel Cinquecento.
Oggi è possibile soggiornare in questa antica struttura, per immergersi nell’otium e nella quiete, in contatto con la natura circostante.

Casa vacanze La perla Bonascola
La Perla, casa vacanze. Foto di Federico Colli

La storia del Romitorio della Santissima Annunziata

I sentieri che una volta portavano al Romitorio, o Convento, della Santissima Annunziata oggi non si possono più percorrere, ma sono rimasti impressi nella storia locale come un vivido ricordo.

L’antico romitorio in origine era di proprietà del Duomo di Carrara e la sua posizione, in località Bonascola, lo collegava da una parte a Moneta e al suo castello (oggi in rovina) e, dall’altra, alla pieve di Monte Libero.
Circondato da lecci, olivi e fragranti agrumi, l’edificio sacro risale almeno al XIII secolo, periodo in cui si hanno già testimonianze a proposito, e si affaccia “sul mare del golfo di Luni, dove ogni sera il sole si perdeva dietro gli ultimi rocciosi contrafforti marini”.

Il disegno che emerge dagli affreschi – tutti interessati da un importante lavoro di restauro che li ha restituiti all’antico splendore, circa trent’anni fa – la luce che entra a poco a poco negli ambienti un tempo sacri, il paesaggio che si trasforma, proprio davanti agli occhi, con lo scorrere delle ore: in questa piccola porzione di terra la bellezza è a portata di mano.

Una bellezza fragile, d’altri tempi, maestra di versatilità: subito dopo gli anni della fondazione, il romitorio ha vissuto un momento di decadenza, fino ad essere sconsacrato nell’Ottocento e a diventare stalla e rustico agricolo, una rovina in stato d’abbandono negli ultimi decenni del secolo scorso.
Da qui la ri-scoperta, quasi casuale e poi, la rinascita.

La perla casa vacanza carrara
Foto di Federico Colli

Gli affreschi dell’ex Romitorio: scoperta, attribuzione e iconografia

Della straordinaria scoperta si potrebbe raccontare molto e abbiamo avuto la fortuna di poter dialogare con lo storico dell’arte che, quasi per caso, ha posato gli occhi sull’edificio ormai in rovina e ne ha saputo riconoscere la grandiosità.
Silvano Soldano, storico dell’arte originario di Massa e autore di una raccolta di saggi, molto preziosa, sulle ricchezze artistiche del territorio (Col tempo, 2018) ci ha raccontato dello stato in cui versava la struttura al momento della ri-scoperta degli affreschi al suo interno e della campagna di restauri avviata negli anni Ottanta, grazie alla lungimiranza del proprietario che aveva appena acquisito i terreni, Giulio Conti.

 

“Sono stato chiamato dal proprietario, che aveva appena acquistato il rudere e i terreni circostanti. Era tutto in uno stato di degrado e abbandono totale. Era divenuto una stalla, un rustico di campagna, ma si notava qualcosa di più.
Mi sono avvicinato alle pareti superiori e ho staccato un pezzetto di intonaco che si stava sgretolando per via delle condizioni di forte umidità, così ho scoperto parti di alcune figure dipinte ad affresco” – racconta Soldano.

 

La casualità, lo stupore, l’emozione nello svelare i resti di una cultura di cui resta poco, quella della Massa di epoca albericiana, vera epoca d’oro per la zona, hanno caratterizzato queste prime fasi di ricerca e di restauro, grazie alle quali il ciclo di affreschi è stato riportato alla luce.

L’iconografia degli affreschi

L’ampia sala da pranzo della casa vacanze accoglie gli ospiti con una ricca decorazione pittorica: ciò che resta degli affreschi di Giovan Battista Ghirlanda commissionati dal suo signore, il cardinale Cybo.
Quando il sole è alto è possibile apprezzare ogni dettaglio riemerso grazie all’accurato restauro e, in alcuni tratti, persino le sinopie o disegni preparatori, in terra rossa, al di sotto delle partiture ad affresco.
I tratti del disegno che in alcuni punti si possono ancora leggere possono dare l’idea dello stile del Ghirlanda, che all’epoca era uno degli artisti più apprezzati della zona.
La decorazione meglio conservata è quella della parete centrale, con la raffigurazione di una delicata Annunciazione, nella quale la Vergine è ritratta in un interno domestico che, secondo un’idea piuttosto suggestiva, sembra richiamare un angolo della struttura, in un gioco di rimandi piuttosto originale, anche se non se ne hanno vere e proprie evidenze.
Al centro compare una Crocifissione, mentre le pareti laterali ospitano nicchie dipinte al cui interno sono raffigurati santi. Fra di essi un San Rocco di notevole fattura, a fianco di Sant’Antonio Abate e dirimpetto a un Girolamo di cui resta qualche frammento, il quale viene dipinto, con tutta probabilità, vicino a San Francesco.
Altre figure dell’iconografia tradizionale compaiono sulle volte della sala, con gli Evangelisti e figure di angeli, contrapposte a una decorazione a grottesche, dal gusto anticheggiante.

La Perla, casa vacanza ed ex convento Carrara
Foto di Federico Colli

L’attribuzione del ciclo pittorico del Convento: un pittore della corte albericiana

“Io era in quel tempo [1547] al servizio del cardinale Innocenzo Cybo a dipingere in Carrara […]”

Per l’attribuzione Soldano non ha dubbi: si tratterebbe del capostipite di una famiglia di artisti locali: Giovan Battista Ghirlanda, artista ufficiale della corte cybea, al servizio personale del cardinale Ippolito Cybo.
Ghirlanda era un artista noto a livello locale, apprezzato per le sue capacità di tradurre il gusto della corte nelle sue opere, soprattutto ad affresco, ma anche tele e pale d’altare. Noto in diversi centri del territorio fra Toscana e Liguria, Ghirlanda era originario di Fivizzano, ma sarà attivo soprattutto a Massa e nei suoi più immediati dintorni, nei centri culturali della corte di Alberico I Cybo Malaspina.
Della sua opera pittorica resta ben poco, da qui il valore straordinario del ritrovamento del ciclo di affreschi della Santissima Annunziata.
Più di Giovanni Battista Ghirlanda sono noti i suoi figli, Agostino e Ippolito, che vennero iniziati dal padre e maestro, lavorando in bottega sin da giovanissimi e arrivando a oscurare la fama del genitore.
La loro casa in Piazza Aranci, nel centro storico di Massa, a pochi passi dal Palazzo Ducale, divenne famosa per le decorazioni pittoriche della sua facciata, che realizzarono personalmente.

 

“Inizialmente ho pensato a un autore da ricondurre al contesto ligure – racconta Soldano –  per via della decorazione nella parte superiore. In un secondo momento, dal riconoscimento dello stemma del cardinale Innocenzo Cybo, ho potuto riportare l’attribuzione al nostro ambito toscano.
Il cardinale muore nel 1549, il che ha dato subito un limite temporale preciso” – continua Soldano – Giovanni Battista Ghirlanda era il suo pittore di riferimento e abbiamo trovato una testimonianza che ha permesso di datare il lavoro al 1547.
È probabile che ci metta mano anche il figlio, Agostino, ma solo in un secondo momento. Infatti secondo il Gerini, Agostino Ghirlanda non aveva un bel tratto per quanto riguarda il disegno in sé, mentre qui emerge una tipologia di disegno ben fatta che è riconducibile più al padre. Il disegno che sottintende a tutta l’opera è estremamente equilibrato.
Questi archi, queste colonne sono classiche, sembrano quasi più quattrocentesche che cinquecentesche. Ma nei luoghi periferici non è insolito, perché le novità arrivano sempre dopo.
Gli elementi decorativi delle paraste danno l’idea dell’ambito toscano che sicuramente Ghirlanda conosceva”

Abituato a viaggiare per farsi una cultura più ampia possibile – su suggerimento del cardinale Cybo, proprio nel 1547, nel corso dei lavori al Romito, è sul punto di intraprendere un viaggio per Genova, per osservare da vicino gli affreschi di Perin del Vaga – Ghirlanda (1511-1584) è molto apprezzato per le linee pulite e classicheggianti del suo disegno, che è alla base dell’intero ciclo pittorico.

Sono da escludere per ragioni di cronologia, secondo le ricerche di Soldano, altri nomi noti della scena artistica fra XV-XVI secolo, come Bernardino del Castelletto, dal momento che gli affreschi sono da collocare negli anni attorno al 1547, quando era già scomparso. Bernardino del Castelletto è un altro dei nomi più importanti del territorio e ricoprì un ruolo di punta nella corte massese soprattutto tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

Foto di Federico Colli

La Perla oggi: da residenza privata a Casa vacanze

Dai resti dell’ex convento è nata una struttura privata, una casa vacanza esclusiva e dal sapore autentico. Seppur dotata di ogni comfort la rinnovata Casa vacanze Convento La Perla mantiene intatto il suo fascino antico, e tutto sembra suggerire agli ospiti un non so che di bucolico.
Kerstin e Susanna, che si occupano della gestione della struttura, ci hanno accolto calorosamente e ospitato durante un lungo pomeriggio fra conversazioni piacevoli, aneddoti interessanti e una speciale visita agli affreschi, accompagnati dagli storici dell’arte Silvano Soldano ed Emanuele Bertocchi, eruditi e appassionati di storia locale e delle bellezze che il nostro territorio è in grado di regalare.
Grazie all’attuale proprietaria la struttura ha subito un’ulteriore trasformazione e da residenza privata, quale era stata dal ritrovamento fino a pochi anni fa, ha aperto le porte agli ospiti interessati a trascorrere giornate piacevoli immersi nella natura.
Svegliarsi con la vista del mare e la quiete delle colline è solo una delle caratteristiche della Casa vacanze, che offre la possibilità di passare un soggiorno nel quale il tempo sembra annullarsi, cullati dalla natura e dal silenzio circostante, con una visuale privata su uno dei cicli di affreschi più antichi di tutto il territorio.
Dalla primavera, in cui ogni albero è in fiore e gli agrumi iniziano a sprigionare il loro sgargiante profumo, all’autunno, in cui si diventa testimoni privilegiati del foliage stagionale, all’estate, in cui si è avidi di silenzio con la confusione che imperversa in ogni località balneare: qualsiasi stagione si scelga per soggiornare nella Casa vacanze si avrà un’esperienza indimenticabile e unica.